Animae 的个人资料Vox Infima.照片日志列表更多 工具 帮助

Kid A

Testify

 

Idioteque

 

Waiting For The Worms

 

Animae

...uno non pratico, che non ha il polso di un matematico, che con i motori non ci sa fare e che non sa neanche guidare, un tipo perso dietro le nuvole e la poesia...(cit.)
此人的网络为空(或未公开)。

Vox Infima.

Considerazioni di un'anima neonata.
2月24日

Odio razziale...70 anni dopo.

E' sempre più frequente, ai nostri giorni, l'dentità STRANIERO=ASSASSINO. Molti sono i fatti di cronaca che vedono coinvolti immigrati clandestini e non, è inutile negarlo. L'ultimo caso è quello di una non vedente di 83 anni, stuprata nel corso di una rapina da un rumeno di 26 anni ubriaco...l'anziana è morta dopo il ricovero in ospedale. Sono evidentemente casi raccapriccianti, che ci spingono ad usare il pugno di ferro nei confronti di questa gente. Giusto...spedire a casa i delinquenti è quello che logicamente si deve fare, senza troppi fronzoli e discussioni teoriche. Ma attenzione...meditiamo. Oggi si corre il serio rischio di collegare automaticamente un intero popolo, un'intera RAZZA, al fenomeno della delinquenza feroce. Questo è quello che bisogna evitare a tutti i costi. Una rumena ci fa comodo se bada alla vecchietta di cui nessuno si occupa, men che meno i figli, ma quella stessa rumena diventa una criminale se una sua connazionale fa a pezzetti un amministratore di condominio. Rumeni, rom, sinti, tunisini, marocchini, sengalesi, cinesi, diventano automaticamente TUTTI dei criminali, che vivono come parassiti nella nostra società compiendo i più efferati atti. E ci lamentiamo se poi  qualcuno osa dire SICILIANI=MAFIOSI. E' esattamente lo stesso sillogismo. Cerchiamo dunque di distinguere la violenza, che effettivamente sembra possedere molti stranieri che vivono in zone degradate e malfamate, e che va in ogni caso condannata aspramente e punita, dallo straniero in quanto tale. Molta gente alimenta, con la scusa della sicurezza e della giustizia, l'odio razziale. Un odio subdolo perchè mascherato da desiderio di benessere. E così nascono anche le tanto blasonate ronde che, indipendentemente dai termini usati per definirle, altro non sono che ABDICAZIONE DELLO STATO DI DIRITTO, come qualche sacerdote coraggioso le ha definite (sempre il solito Mons.Marchetto, più volte citato). Si va inevitabilmente alla deriva, non c'è bisogno di aggiungere altro. Da molto tempo denuncio questo genere di fenomeni, pericolosi anche e soprattutto perchè lesivi di quell'ordine pubblico che tanto si vuole difendere. Sarò ripetitivo forse. Ma ho sentito il desiderio di scrivere queste poche righe dopo aver sentito le parole di Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, esponente di spicco della Lega Nord, forse il più applaudito durante la festa della Lega a Venezia. Oltre che per il discorso di cui sotto, Gentilini è anche conosciuto per le sue frasi sulla doverosa "PULIZIA ETNICA CONTRO I CULATTONI"...ma in Italia non esiste l'omofobia del resto, quindi lasciamo perdere... Faccio dunque copia e incolla da un articolo de LA TRIBUNA DI TREVISO del 2 ottobre 2008, per farvi rendere conto di chi ci governa, oggi, in Italia. Direi che il testo del discorso di Gentilini sia quasi futurista, ma ho preferito la lettera al video (che è comunque reperibile su youtube) per ovvie ragioni di chiarezza.
 
 
"Popolo della Legaaaa La Lega si è svegliataaaaaa Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il vangelo secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n'è più neanche Uno Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro le televisione i giornali che infangano la Lega. Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c... a quei giornalisti. Non li voglio più vedere... Voglio la rivoluzione contro le prostitute. Anche loro devono pagare le tasse. Tutti pagano le tasse e devono pagarle anche le prostitute. Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie eclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No Vanno a pregare nei desertiiiii Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli ma che vadano a pregare nel deserto. Bastaaaaaa Ho scritto anche al Papa: Islamici, che tornino nei loro paesi. Voglio la rivoluzione contro la magistratura. Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti.
Voglio la rivoluzione contro chi vuole dare la pensione agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie. Sono denari nostriiiiii E io me li tengo. Questo è il vangelo di Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri... Ma non avanzerà niente Voglio la rivoluzione contro i phone center i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moscheeeee Voglio la rivoluzione contro i veli e il burqa delle donne. Io voglio vedere le donne in viso, anche perché dietro il velo ci potrebbe essere un terrorista e avere un mitra in mezzo alle gambe. Che mostrino l'ombelico caso mai....
Ho scritto al presidente della Repubblica che bisogna dare un riconoscimento all'usciere di Ca' Rezzonico che ha vietato l'ingresso alla donna islamica. Io voglio la rivoluzione contro chi dice che devo mangiarmi la spazzatura di Napoli. Io la prendo e la macino e poi se la devono mangiare loro perché sono loro che l'hanno prodotta Io non lo tollero...Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi. Ho bisogno del popolo leghista.
Queste sono le parole del vangelo secondo Gentilini. Ho bisogno di voi. Statemi vicini. Non voglio vedere questa gente che gira di giorno e di notte. Un abbraccio a tutti, viva la Lega".
 
Non aggiungo altro.
1月24日

I costi di una guerra infinita...

Dopo il mio precedente intervento, forse un pò crudo e forse un pò schierato, sento il dovere di fare un pò di chiarezza. Voglio riassumere, in poche righe, la mia posizione (forse condivisa) sui fatti avvenuti a Gaza di recente.

Gaza è un lager. Una striscia di terra finissima raccoglie praticamente due milioni di persone, segregate come bestie, spesso senza luce e acqua, spesso senza speranza. Palestinesi nati con l'odio nelle vene, l'odio per lo straniero che li ha cacciati, che ha occupato le loro terre e le loro case. Solo la fede riesce a mitigare, a volte, l'odio di chi ha perso tutto. Qualche palestinese ha ancora la chiave di quella che fu la sua casa, e la conserva gelosamente, come una reliquia. L'esercito israeliano, ecco il paradosso che trionfa, ha dovuto scortare i palestinesi durante la raccolta delle olive negli ultimi anni. Essi vivono infatti anche grazie alla produzione di olio, una delle poche fonti di reddito, ma i coloni distruggono tutti gli ulivi, come Buffalo Bill uccideva i bufali dei pellerossa,  per stanare il nemico, per farlo morire di fame e di sete. L'Onu, impaziente nel dopoguerra di dare una terra agli israeliani sparsi per il mondo, ha commesso un errore fatale: credere che la convivenza sarebbe stata pacifica. E così ora, mentre molti non riconosco un vero e proprio Stato di Palestina, e altri non riconoscono Israele e non vorrebbero più vederlo nella carta geografica, a Gaza si contano i morti. Più di 1000 vittime civili nell'ultima operazione militare, almeno un terzo bambini. Interminabile il conteggio dei feriti. Un bilancio che pesa sulle coscenze di molti, frutto di una guerra senza morale, senza regole. E' facile che in situazioni disperate, il terrorismo sia la strada più facile da seguire. E' facile che Ha-Mas abbia consensi, è facile che la violenza diventi regola. Non bisogna meravigliarsi. Ma attenzione a non cadere nella tentazione di giustificare la "resistenza" palestinese: i missili di Ha-Mas sulle città israeliane pesano, e pesano soprattutto quando sono lanciati dalle terrazze delle scuole, popolate di bambini e civili. La strategia è chiara. Ha-Mas è consapevole della sua debolezza e della sproporzione di forze rispetto all'imponente esercito israeliano, quindi agisce con metodi chiaramente terroristici: lancia i razzi dai tetti delle scuole dell'Onu, per far sì che l'attenzione dei mass-media internazionali si focalizzi su stragi di bambini e civili da parte di Israele. Un metodo semplicemente da bastardi. Ma i bastardi non sono solo quelli delle file di Ha-Mas. Il governo israeliano ha reagito ai razzi in una maniera assolutamente sproporzionata, attaccando incondizionatamente ospedali, scuole, case, di cui l'Onu aveva fornito in anticipo le coordinate. Questo è vergognoso. Siamo sicuri che questa guerra risolverà tutto? Io credo che contribuirà a peggiorare la situazione, e come ogni guerra che si rispetti porterà solo e sempre sangue e violenza. In tutto questo c'è chi brucia bandiere israeliane, ma anche chi giustifica Israele. Non esistono più israeliani e palestinesi, ma solo le persone che vogliono la pace e le persone che vogliono la guerra. Il resto è tifoseria da stadio.

1月9日

VERGOGNA!!!!!

Non sono civili! Sono bestie!
Non sono bambini, sono terroristi!
Dio ci ha donato questa terra.
Dio ci ascolta.
Dio combatte con noi.
Dio bombarda per noi.
Dio ammazza con noi.
Dio è ebreo, come noi.
E odia l'invasore.
Togliete quei maledetti cadaveri, dannazione!
Sporcano la terra promessa!
 
 
 
Dedicato a chi parla, come sempre, di guerra giusta.
 
 
12月7日

R.I.P.Italia

Uno spettro si aggira per l'Europa...ok, lo sappiamo. I comunisti sono sempre lì: magistrati, giornalisti, medici, ingegneri, macellai (attenti bambini...), contadini e operai...nessuna novità. Ma adesso anche Santa Madre Chiesa diventa un pericoloso covo di comunisti! Autore dello scoop Roberto Calderoli (non posso chiamare MINISTRO un individuo simile) dopo il discorso di Sant'Ambrogio del cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi. Problema: le moschee in Italia. Il compagno Tettamanzi del soviet di Milano, è reo di aver ribadito la libertà di culto dei fedeli di altre religioni in Italia e, in particolare, di aver auspicato l'apertura di nuove moschee nel nostro paese, affinchè i fratelli musulmani possano pregare in santa pace. Inconcepibile. Un attentato ai valori del nostro paese, alla Costituzione (da buttare nel cesso insieme al tricolore, come lo stesso Calderoli insegna), scarsa coerenza, e qui non trattengo la risata, rispetto alle SACRE SCRITTURE: "Non mi risulta che nelle sacre scritture ci siano riferimenti alla difesa di chi considera le altre religioni un ostacolo e neppure inviti ad accogliere presunti luoghi di religione che in realtà sono scuole di violenza". Ha le idee molto chiare il nostro Roberto: il comunismo, sconfitto dalla storia, ritrova bandiere ideologiche proprio negli uomini di Chiesa. Forse, nel SEMPLIFICARE  il nostro sistema normativo, il ministro ha anche semplificato il suo cervello? Vogliamo essere ottimisti, si riprenderà. Soprattutto dopo che il cardinale Tettamanzi indosserà una simpatica maglietta con vignette anti-Corano.

Provo vergogna per questo Paese, condannato a morte dagli elettori italiani, che hanno mandato a governare la feccia della nostra società:

                                                         RUST IN PEACE, ITALIA.



11月16日

Alziamo la voce!

Ho concluso l'ultimo intervento con un accenno a quello che avrei scritto ora. Non è infatti nuovo il desiderio di esporvi brevemente ciò che penso di una certa politica attuale, ricollegandomi con ciò che è avvenuto in passato. Ecco il punto: ho assistito negli ultimi tempi, e sono personalmente indignato, ad un vero e proprio exploit di nostalgia fascista. Chi mi conosce sa bene che non sono un ingenuo, che so quello che dico e che parlo con cognizione di causa. Non è in pratica l'ardore giovanile a farmi scrivere certe cose, ma una minima coscienza di ciò che accade intorno a me.
 
Ho da poco preso parte al convegno RADIES (RAzza DIritto ESperienze), organizzato dal Prof. Giuseppe Speciale (ordinario di storia del diritto medievale e moderno presso la facoltà di Giurisprudenza di Catania) e vertente sul problema storico/giuridico/sociale delle leggi razziali del '38, a settant'anni dalla tragica promulgazione. Ciò che accadde in quei tristi anni fa parte della nostra identità, è inciso a chiare lettere nella storia, la nostra storia. Gli interventi dei professori invitati per l'occasione sono stati per me fonte di forte riflessione. Si è parlato dell'iter legislativo, di come i cambiamenti furono recepiti dalla società, delle differenze e delle somiglianze nei diversi paesi, di come tutto sia cominciato e si sia concluso nel più assoluto silenzio, un silenzio gravoso che si ripecuote a distanza di anni nella politica attuale. Uno degli errori in cui si cade spesso oggi, è ad esempio quello di concepire il fascismo come una dittatura "mite", ben poca cosa rispetto al furore nazista, e di guardare al razzismo fascista in termini "spiritualistici" e non "biologistici". Si confondono un pò le idee. Vero è infatti che il fascismo ha avuto, per ovvie ragioni, una genesi storica differente rispetto al nazismo hitleriano. E' anche vero però che il fascismo non ha semplicemente "commesso degli errori strategici", bensì ha governato basandosi sulla soppressione della democrazia, sulla persuasione non proprio in stile sofista...insomma su manganello e olio di ricino. E quanto alle leggi razziali in particolare il fascismo ha colpito con la stessa ferocia nazista (si parla addirittura di piccoli lager in Italia). Il razzismo fascista, ha sottolineato il prof. Somma dell'Università di Ferrara, non è un proto-razzismo con basi spiritualistiche di minor gravità rispetto a quelle biologistiche, ma presenta esattamente le stesse radici eugenetiche naziste. Non si tratta insomma solo di fattori culturali e religiosi, ma anche e soprattutto di fattori RAZZIALI, fisici, di sangue. Ebbene, oggi diversi problemi emergono con il loro carico di perplessità, angosce e paure. Ci sono i politici del centro-destra, come Gianni Alemanno e Marcello dell'Utri (che addirittura ridimensiona l'antifascismo come valore nazionale), che perdono tempo, tanto tempo, a cercare di rivalutare il ventennio con il rischio di essere "fraintesi". Parallelamente la preoccupante critica costante alla Resistenza (come a voler ridimensionare, non è la prima volta, lo spettro del comunismo) che stupra la nostra dignità di popolo libero. Il problema è che un paese con il centro-destra sempre più a destra e il centro-sinistra sempre più al centro finisce per spostare il proprio asse fino a sbilanciarlo del tutto...i nostri politici infatti non si fermano alle frasi "innocenti": ci sono diversi provvedimenti davvero preoccupanti, di chiara ispirazione razzista, come la DISCRIMINAZIONE TEMPORANEA POSITIVA della Gelmini (le classi separate le avevano anche gli ebrei nel '38), il pacchetto sicurezza di Maroni con tanto di impronte digitali per i bambini rom, le immigrazioni bloccate per due anni della Lega e via discutendo. Ciò genera un comportamento speculare nella società...sono un esempio gli attacchi contro rom e clochard, le botte (e c'è scappato pure il morto) ai ragazzi di colore con tanto di insulti e sputi, giovani disorientati sempre più vicini al neo-nazismo e ai movimenti come Forza Nuova (dediti ad attività "politiche" e mazzate allo stadio). Ho dedicato tanti interventi a questi problemi, chi non l'ha ancora fatto legga per bene. Una cosa che però voglio aggiungere prima di concludere è un ulteriore elemento d'allarme. Durante gli scontri in piazza Navona di poco tempo fa, ragazzi di sinistra e destra se le sono date di santa ragione. I fatti si commentano da soli. E' anche abbastanza normale, se pure al Santo Sepolcro i cazzotti non mancano. Ciò che colpisce però è il fatto che il Governo PRENDA POSIZIONE accusando i ragazzi di sinistra di aver provocato lo scontro, e difendendo implicitamente i FASCISTI (non i poveri ragazzi dei Circoli della Libertà, molto più moderati.........). Mi vergogno a pensare che un Governo, che rappresenta senz'altro il potere politico del momento ma rappresenta anche l'intera nazione, possa solo pensare di intervenire e schierarsi. Neanche durante i quarant'anni di dittatura democristiana era mai capitata una cosa simile (sparavano a tutti quantomeno, non solo ad alcuni). Questo è un governo schierato. Questo è un governo FASCISTA. O quanto meno, si avvia a diventarlo. Alziamo la voce.
11月7日

Demiocrazia, governo di demoni.

La tanto blasonata e discussa riforma Gelmini ha scosso gli studenti di tutta Italia: scioperi, manifestazioni, sit-in, occupazioni, autogestioni, scontri ricchi di manganellate (è assolutamente casuale che il capo della Polizia si chiami Manganelli), soliti barbari tafferugli tra rifondaioli e neo-fascisti. Non scendo nel merito/demerito della riforma, ma mi limito solo ad esprimere il mio disappunto per alcuni aspetti della faccenda. I giovani di oggi non sono tutti drogati di programmi spazzatura, ma hanno dimostrato di avere ancora voglia di aggrapparsi al futuro. Sono incerti, spaventati...precari. Molti, confermo, manifestano per seguire un qualche rituale sessantottino dei tempi andati, altri invece sanno che i tempi sono cambiati rispetto ad allora e vogliono scrollarsi di dosso questa pesante eredità. Se escludiamo gli scontri romani tra estrema destra ed estrema sinistra, se escludiamo i barbari inni al duce di qualche manifestante o la solita "bella ciao" intonata per le strade, questa può e deve considerarsi una ribellione apartitica. Come reagiscono le autorità? Il ministro Maroni chiede denunce per chi occupa le aule (ne sono partite già centinaia), qualche anziano GLADIATORE, come Francesco Cossiga (ricordate il tentativo di impeachment all'italiana ex art.90 Cost. proprio in seguito alle sue dichiarazioni pro-Gladio?), ricordando i suoi gloriosi interventi nel '77 quando i poliziotti sparavano ad altezza d'uomo, propone la linea durissima della repressione. Silvio Berlusconi chiama inoltre "facinorosi" i manifestanti, considera "imbecille" chi critica. Ma i giovani sono sempre lì, precari. Risultato? I giovani sono stanchi di politici ambigui e sono stanchi di vedere TAGLIATO il loro futuro per sanare il deficit pubblico.
La verità? Il nostro modello di democrazia ha fallito miseramente, i rappresentanti non rappresentano più coloro che li hanno legittimati. In tutto questo c'è chi, stravolto dalla nostalgia, chiama in causa i tempi gloriosi del fascismo...ma questa è un'altra storia.


10月18日

"Taglio su taglio, non macchia, va subito via"

Mariastella Gelmini e il suo operato sono oggi sulla bocca di tutti. Nessuna novità. Da anni i ministri che propongono riforme nella scuola sono oggetto di critiche più o meno aspre, mentre gli scioperi si moltiplicano. C'è passato Luigi Berlinguer, c'è passata Letizia Moratti, ci passa ora la Gelmini: stesso destino crudele. Cos'è che non funziona? Il ministro in questione fa finta di non capire, ritiene incomprensibili le critiche che si levano da più parti. Distrazione? Buona fede? I dubbi a riguardo sono legittimi. Andiamo per ordine. La questione del maestro unico non poteva non sollevare un gran polverone, perchè un numero cospicuo di docenti perderà il posto di lavoro. Ed è solo questo il dato da cui partire, ancora prima dei giudizi di merito sull'eventuale operato di un solo maestro (anche qui comunque ci sarebbe da discutere). Siamo di fronte ad un piano economico, non didattico, che risponde all'impronta data dal Governo Berlusconi. I soldi mancano, occorrono tagli. Tagli alla scuola, al teatro, alla ricerca e via discorrendo. Attenzione: il governo Prodi non ha governato meglio. Tengo a precisarlo per evitare equivoci. Non voglio prolungare la mia attenzione sull'argomento, penso sia tutto molto chiaro. Non mi va neanche di sapere dove andranno a sbattere la testa i docenti messi da parte, che già vivevano con uno stipendio da fame. Quella del maestro unico è solo una delle tante manovre che sorprendono (evitiamo di parlare dei grembiuli fascio style per educare all'ordine il piccolo balilla). Ciò che più mi ha sorpreso di recente  è la questione riguardante le classi degli immigrati. Sono tempi difficili, lo si vede ogni giorno: l'intolleranza in Italia dilaga e si espande a macchia d'olio, va dai campi rom incendiati ai ragazzi di colore uccisi, dagli slogan antisemiti agli omosessuali denigrati. Gli immigrati che credevano di trovare un paese migliore del loro si trovano  a fare i conti con una realtà tremendamente razzista e xenofoba. E' davvero necessario, in questo contesto, creare CLASSI PER IMMIGRATI? La mozione parte dalla Lega Nord e questo mette in secondo piano i presunti "scopi didattici" di cui ha parlato la Gelmini. Proprio la già citata Mariastella ritiene utile la creazione di classi separate, proprio perchè i piccoli immigrati spesso non sanno parlare italiano, e necessitano quindi di corsi di lingua specifici. Va tutto a loro favore. Integrazione? Lontano ricordo. E' tempo di globalizzazione economica e l'Italia capitalista sa che è conveniente andare ad investire dove il costo del lavoro è bassissimo. Esiste però un'altra "globalizzazione", quella sociale, che mescola razze e culture, che ci rende tutti cittadini di una stessa grande nazione, ma che non dimentica le radici di ogni popolo e di ogni paese. Gli Italiani questo non lo sanno. E non lo sa la Gelmini.
9月28日

La compassione

Questo non è, e non sarà mai, un blog schierato e con fini apologetici. Questo spazio si propone solo di essere quanto più possibile obiettivo nell'analisi dei fatti, senza dimenticare il "relativismo" logicamente connesso alle opinioni personali. Ed è con questo spirito che mi accingo a parlare, come sempre, contro i luoghi comuni. Uno di questi luoghi comuni è quello che vede la Chiesa cattolica (argomento preferito negli ultimi simposi interattivi) insensibile alle questioni sociali, alla povertà, al razzismo, alla discriminazione. Una mia convinzione ferrea è che spesso si presti moltissima attenzione alle problematiche che i media pongono come "scottanti", e si ignorino esplicitamente altre questioni "scomode". Mi spiego meglio. Il sito Resistenza Laica (tanto per prenderne uno a caso, ma non è l'unico), che conosciamo come paladino della laicità, consuma tastiere di pc a forza di scrivere contro la Chiesa. Eutanasia (da notare anzi "l'apertura" della CEI al testamento biologico), aborto, divorzio etc etc, sono chiaramente gli argomenti più gettonati, insieme con una presunta influenza del Vaticano nella politica italiana. Le solite cose insomma che fanno ascolti e lettori. E' normale dunque che se la Santa Sede alza la voce contro il razzismo dilagante in Europa, in particolare facendo riferimento al nostro governo, tutto tace. Eleonora Gitto (ormai nota) scrive un gran bell'articolo sulla uccisione bruta (e fortemente permeata di intolleranza) del giovanissimo Abdul Salam Guibre, massacrato per aver rubato dei biscotti. Onore alla Gitto per l'articolo, struggente nella sua grande umanità. Ma è chiaro, neanche un accenno, un riconoscimento, un segnale di apprezzamento a quanto detto da mons. Marchetto (segretario del pontificio consiglio per i migranti) la settimana scorsa. L'arcivescovo ha espresso, come già in più occasioni, lo sdegno per le innumerevoli misure razziste adottate in Europa. Ha citato ciò che avviene in paesi come la Repubblica Ceca, dove i bimbi Rom e Sinti sono costretti a frequentare scuole per disabili mentali e fisici e dove si sottopongono a trattamenti di sterilizzazione forzata le stesse donne Rom. Una vergogna di cui la Chiesa si fa portavoce (gli interventi del Papa e della  CEI non sono mancati) anche nei confronti dell'attuale governo Berlusconi: segno dell'assoluta apoliticità delle posizioni vaticane.
Sono dell'idea che le critiche, anche alla Chiesa, facciano bene per migliorarsi ed innovarsi, modellandosi (magari senza cambiamenti perentori) alle nuove istanze della società e dei cattolici stessi in primis. Il Vaticano ha poi usato parole dure non solo contro il "giro di vite" sui ricongiungimenti familiari e i richiedenti asilo del governo, ma ha anche criticato, per tramite di don Nozza, responsabile della Caritas italiana, "restrizioni, ostacoli e barriere" proposte dal Parlamento Europeo e dal patto per l'immigrazione e il diritto di asilo. Questo mentre sento sempre più spesso l'intolleranza che cresce, soprattutto nei discorsi dei più giovani: una nuova cultura razzista, che non crede nella grande dignità di ogni uomo, ma punisce un popolo per gli errori del singolo. Non è questione di tolleranza, e non mi stancherò mai di ripeterlo: la parola "tolleranza" contiene già in sè connotati negativi, in quanto sta per "sopportare qualcosa di molesto". La parola da usare è forse "compassione", non nel senso di "provare pena" ma nel senso di PATIRE INSIEME, farsi carico dei problemi altrui e fare propri i disagi degli altri.
9月1日

èlite intellettuale...?

Abbiamo toccato il fondo. E' ufficiale e definitivo. Ora non possiamo far altro che risalire, ma anche questa sembra davvero un'impresa ordalica.
"Le persone con un Quoziente di Intelligenza (QI) più alto rispetto alla media è meno probabile che credano in Dio".
E' quanto emerge da uno "studio", se così lo si può chiamare, del Professore Richard Lynn dell'Università di Ulster. Mi vergogno a dover commentare una cosa del genere, ma ho voglia di sputtanare tutti. In primo luogo Eleonora Gitto (non so neanche io chi sia ma per informazioni consultate la mia fonte: http://www.elegitto.blog.kataweb.it/tag/intelligenza/) e soprattutto i simpatici creatori e fruitori del sito ResistenzaLaica.it, rei di aver commentato (oltre che aver pubblicizzato) lo "studio" con toni trionfalistici. Abbiamo da poco criticato e quasi sputato addosso al sign.Watson (per chi non lo sapesse, lo scopritore del DNA) per i suoi "studi" sui neri, scientificamente da lui ritenuti più stupidi. Qualcuno in quel caso si è ostinato a dire che comunque si trattava di dati scientifici (quindi per questo semplice fatto, con un fondo di razionalità), mentre altri, più acuti, si sono limitati ad affermare che ANCHE SOLO PERDERE TEMPO A CERCARE DATI SULL' L'INFERIORITA' DI UNA RAZZA E' COSA STUPIDA E GRETTA (oltre che razzista). Qui ci troviamo sullo stesso, triste livello. Un imbecille scende in piazza a dire che i Paesi più sviluppati sono a maggioranza atea (mentre in Italia crede in Dio il 64% della gente, quindi è per questo che siamo arretrati) e che quindi c'è una visibile correlazione tra sviluppo e religione. Tutti ad applaudire. Un genio. Questo è il dott. Lynn. E la nostra Eleonora Gitto: "La notizia ha stimolato molto, sopratutto sotto il profilo della conoscenza e della cultura, nel senso che le statistiche e i dati citati nell’articolo, piuttosto che riferirsi all’intelligenza delle persone, possono riferirsi più correttamente a un fatto di formazione e di informazione. Non c’è dubbio che quanto più si accresca la nostra cultura e si amplino le nostre conoscenze, tanto più viene meno l’esigenza del sovrannaturale e vengono sfatati miti e credenze. Queste riflessioni possano essere considerate storicamente oggettive e pertanto degne di nota e di analisi". Il dibattito continua su Resistenza Laica, dove il sign. Trotsky (che con il suo nickname non rende certo omaggio al vecchio Lev Davidovič Bronštejn) denuncia divertito che è effettivamente impossibile definire intelligente una persona che crede in un Dio che punisce, vendicativo e assassino (ma cosa? chi?). Prometto che inviterò personalmente questi signori su questo blog per discutere pacificamente della vicenda e delle loro posizioni. Non vuole essere una gogna ma un produttivo luogo di dialogo. Questo mentre l'inserto tutto al femminile del quotidiano "La Repubblica" parla proprio di nuovo fondamentalismo ateo citando il sign. Lynn: un pericolo grave per la nostra società è scendere a tutti i costi in campi estranei, pensando di sapere, di conoscere, di capire per sfatare "miti e credenze", offendendo la sensibilità mia (che non sono di certo un integralista bigotto) e di chissà quante persone che hanno avuto la sfortuna di leggere l'articolo. Vi aspetto per capire in che modo possano affermarsi bestialità simili. Senza dubitare del vostro alto livello di QI, logicamente.
8月26日

Veline o pu**ane? Questo è il dilemma.

Capita raramente a uno pseudo-intellettuale come me, dandy e molto snob, di calarsi nella realtà variegata e multiforme del volgo, di fermarsi per un attimo ad osservare ciò di cui il popolino si nutre, ciò di cui si ciba nella propria triste e pallida sopravvivenza. Capita raramente, ma capita. E così un bel tardo pomeriggio estivo accendo la tv, mi dedico passivamente all'impegnativo zapping (si dice così?) e mi sintonizzo per caso su Canale 5. Premesso che conosco ciò di cui le reti private sono capaci nella creazione dei loro programmi (così come anche conosco ciò di cui è capace la Rai con le sue fiction melense e i suoi reality da strapazzo) e premesso che ho anche avuto la sventura di trovarmi per caso di fronte al programma CIAO DARWIN (da vomitare)...resto sorpreso nel trovarmi di fronte ad uno scempio. "Genitori che mandano le figlie a prostituirsi" (così con molta efficacia Franco Palumberi, Lotta Comunista). Questa è la frase che mi tuona in testa mentre attonito guardo stupide ragazzotte (le oche del Campidoglio sono ormai lontane per finezza e intelligenza) esibirsi in spogliarelli, scatch imbarazzanti, lap dance, balletti, risate patetiche ed esasperate, prove da conduttrici e tanto altro. Il tutto con la complice presenza del sempre più idiota Ezio Greggio. Tutto ciò porta il nome di VELINE. E la mia preoccupazione aumenta se penso che ancora una volta l'Italia avrà l'ennesima scorpacciata di pornostar amatoriali e opinioniste per affollare i salottini calcistici di Mosca & Co.
8月1日

Free Tibet (?)

E come sempre, panta rei. Estate abbastanza carina del resto. Non ci si può lamentare, se non per il poco tempo trascorso a scrivere in questo blog (immaginate quanto me ne freghi no?). Piccola scemenza introduttiva a parte, vi intrufolo rapidamente nel mio banale spunto di riflessione. Giorno 8 di questo mese accadrà qualcosa di importante e terribile a mio parere: una previsione logicamente per cui non è necessario scomodare Nostradamus dal suo letargo secolare. Cominciano le tanto blasonate OLIMPIADI di Pechino. Inutile ricordarvi lo sdegno dei maggiori rappresentanti europei...quasi tutti parlavano di BOICOTTARE le Olimpiadi stesse o, quantomeno, la cerimonia iniziale. Attacchi alla torcia olimpica, proteste contro le vergognose repressioni in Tibet (a proposito FREE TIBET), solidarietà al Dalai Lama e via discorrendo (solo qualche folle delle campagne cinesi ha provato a intravedere l'ombra di Bush dietro lo stesso Dalai Lama). Ebbene, in questo interessante e stimolante scenario, l'Unione Europea (mai sentito parlare? strano...) si trova divisa, frammentata, spezzettata...dallo sdegno di quasi tutti i Paesi si è passati celermente al compromesso. Esempio emblematico: Nicolàs Sarkozy (per chi non lo sapesse il marito di Carla Bruni) nel marzo del corrente anno fu uno dei primi a parlare di boicottaggio (addirittura dichiarando che la tv francese non avrebbe trasmesso le competizioni). Ora MIRACOLOSAMENTE ha già annunciato la sua presenza alla cerimonia d'apertura. A ruota la metà dei Paesi Europei ha già ritirato la propria vergogna e il proprio astio nei confronti del Governo cinese. Due conclusioni sorgono spontanee:

1. L'Unione Europea ancora una volta non riesce a parlare con voce unanime ma porta al trionfo i particolarismi anche in situazioni dove dovrebbe prevalere l'unità di pensiero (ci troviamo sempre di fronte ad un Paese che viola i diritti umani in modo palese e netto, almeno un gesto simbolico è d'obbligo).

2. Il Mercato vince ancora una volta una delle interminabili lotte contro l'UOMO. A cosa può essere dovuto il mutato atteggiamento europeo se non a questioni commerciali? E' un dato di fatto che la Cina si trovi oggi appena uno scalino sotto gli U.S.A. nel grande Mercato mondiale. Non sarebbe conveniente incrinare i rapporti diplomatici con le autorità del Partito (Partito che, a proposito denominerei "capital-socialista") come, del resto, non sarebbe per niente conveniente e pensabile negare agli amici americani un inutile intervento bellico in Iraq, qualche base qua e là nella nostra penisola, qualche piccolo contingente di supporto (di pace si intende...) e come non sarebbe conveniente una viva protesta contro la pena di morte (se non debitamente appoggiata da una moratoria sull'aborto) o contro gli scandali di Guantanamo.

E' così che vanno le cose, è inutile stupirsi. Sarebbe da illusi, idealisti, sognatori.
Chi vive è l'economia.
Chi muore è l'uomo.

7月11日

Una miniera

 

 

“Matri chi mannati li figghi a la surfara,
iu vi dumannu
pirchì
a li vostri figghi
ci faciti l’occhi
si nun ponnu vidiri lu jornu?
pirchì ci faciti li pedi
si caminanu a grancicuni?

Nun li mannati a la surfara;
si pani un nn’aviti,
scippativi na minna,
un pezzu di mascidda pi sazialli.

Disiddiraticcì la morti cchiuttostu;
megghiu un mortu mmenzu la casa,
stinnicchiatu supra un linzolu arripizzatu,
ca lu putiti chianciri e starici vicinu […]”

 

IGNAZIO BUTTITTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rivive la nostra storia

nel cuore della terra.

 

 

.

 

 

 

 

 

4月20日

Ho deciso (da tempo) di non amare le categorie.

Ho deciso di non amare le categorie. Veramente, pensandoci, l'avevo già deciso da molto tempo, solo che certe mattine, alquanto oziose lo ammetto, hanno la capacità di colorare il sangue di una sottile, ma profonda, INTOLLERANZA. E l'intolleranza, in certi casi ben definiti, può risultare davvero stimolante.Bene, partiamo così da una piccola analisi di parte della nostra società. L'inutilità assoluta, l'idiozia istituzionalizzata...sovietici nostalgici in viaggio a Togliattigrad, figli dei fiori antichi e nuovi che spendono tempo, parole, pensieri e poesie a decantare un modo di pensare che credono innovativo, cultori di filosofie orientali (perchè fa figo logicamente), di erbe allucinogene, funghi non proprio da arrostire,incenso da fumare. E ancora arte, arte, arte, spiattellata lì senza senso, per il puro piacere di sembrare ALTERNATIVI. Ecco, io provo una profonda intolleranza per questo genere di persone, persone che magari hanno voglia di sembrare controcorrente ma sono poi solamente borghesotti annoiati della loro vita di provincia. Enna ad esempio ne è invasa. Punkabbestia che tornando a casa sorseggiano cognac davanti al caminetto del salottino e si svestono dei loro stracci per immergersi in un bagno caldo e indossare poi il loro pigiamino preferito, quello di morbida seta ricamata. Viviamo nella società dell'apparenza. Solo che prima l'apparenza era qualcosa che colpiva solo i cosidetti "fighetti", i ragazzi da discoteca e cose del genere. Ora viviamo il fenomeno inverso. Più una persona è problematica, con vena artistica APPARENTEMENTE molto accentuata, un vestiario APPARENTEMENTE poco accurato, una capacità di rapportarsi pari a zero, più è rispettabile e grandiosa. Aggiungi magari una conoscenza politica imbarazzante, sufficiente a farti affermare che sei comunista o anarchico e l'insalata è fatta. Agghiacciante. O la gente da rave party, impasticcata fino al limite della decenza che si agita di fronte a una grandissima cassa che spara il meglio della musica hard-core fatta in casa. Tutto molto positivo. Imbrattare la città è forse l'unica cosa che riusciamo a fare? chiederei alle migliaia di hiphoppari adolescenti che affollano le strade del mio paese. E ai metallari, i mitici metallari, chiederei: forse vestirvi e soprattutto atteggiarvi come dei corvacci del malaugurio vi rende vivi o apprezzabili?
Sentite, non ce la faccio più. Non voglio continuare, perchè molte volte si ha l'impressione di poter parlare all'infinito e di rendersi noiosi.Io poi sono abituato a discorsi eccessivamente lunghi e con troppe sfaccettature. Voglio rimanere nella semplicità del mio discorso, appositamente poco filosofico.
Voglio gente sincera in tutto quel che fa, gente che sappia in ogni caso essere naturale, gente che metta il cuore in tutto.
Gente vera, non miseri prodotti all'ultima moda. (Io, da parte mia, proverò a trasformare questa mia intolleranza in qualcosa di buono e positivo, proverò a non lasciarmi andare nel giudicare gli altri perchè ogni persona ha una storia a sè, parimenti rispettabile).
4月11日

Luccicanza

  
ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALLA WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY. ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY.
3月5日

NOIA

Bene.Mettiamo un attimo da parte i discorsi pseudo-politici, le antipatie, le provocazioni e le altre miliardi di cose che sicuramente siete stanchi di leggere (un pò di sana e finta modestia non fa mai male). Vorrei parlarvi un attimo di me ed esattamente dell'esperienza che vivo da 5 mesi più o meno. Il 2 ottobre del 2007 Fabrizio, dopo aver scelto la Facoltà di Giurisprudenza per gli studi universitari catanesi, mette piede per la seconda volta, quella definitiva, nella RESIDENZA   UNIVERSITARIA ALCANTARA di via Caronda, Catania. La prima volta fu quella del colloquio d'ammissione, perchè come ben sapete, cari INVIDIOSI di turno, non tutti entrano. Non si richiede una particolare religione o particolari requisiti familiari. Solo caratteristiche personali, quelle stesse caratteristiche che distinguono una persona intelligente da una idiota. Non sono solito fare queste "discriminazioni" ma voglio essere esplicito. La Residenza non è un CONVENTO, come qualche IDIOTA è stato capace di affermare. La Residenza è una struttura gestita dall'Opus Dei, una delle tante residenze universitarie volute dal fondatore dell'Opera Josemarìa Escrivà (che sicuramente tutti conoscete...confido che le critiche non siano basate sulla lettura de IL CODICE DA VINCI, ma su una seria conoscenza del fenomeno). Non mi soffermo a parlare dei nobili ideali che guidano l'azione dell'Opus Dei nel mondo (ma per chiarimenti sarò felice di rispondere) ma su quello che GLI ALTRI (esattamente gli stessi IDIOTI di cui parlavo prima) pensano dell'Opus Dei. Così..."Fabrizio, da sempre semi-terrorista rosso in un collegio dell'Opus Dei????"..."Fabrizio, mi hanno detto che stai in un convento!"..."Fabrizio, mi sei caduto di cuore!ma cosa combini?sei diventato bigotto???"..."Fabrizio, ti vedo sciupato...ma vi frustate o vi limitate al CILICIO???" e via discorrendo con altre tristi considerazioni. La verità è una. Che Fabrizio sta vivendo l'esperienza più bella della sua vita, Fabrizio ha scoperto finalmente l'amicizia di persone vere, persone che non si nascondono dietro l'ideologia, persone che non giudicano sulle idee, persone che sono disposte a sentirti e ad aiutarti anche quando non te l'aspetti. Fabrizio si è finalmente liberato da quella strana sensazione di MANIPOLAZIONE DELLE MASSE, di destra così come di sinistra, che ormai guida le menti di tutti, e soprattutto si è liberato di qugli stupidi esserini bavosi infarciti di qualunquismo che da sempre infastidiscono il quieto vivere delle persone intelligenti. Mando i saluti a tutte quelle persone che, passatemi l'espressione, della vita non hanno proprio capito niente e invece di provare a crescere, vivono la loro piccola tragedia quotidiana: la noia.
A presto.

Ps: spero tanto nella vostra eventuale evoluzione.


12月21日

Loredana e la libertà di essere diversi

All’anagrafe lei era Paolo, 16 anni, nata a Catania. Si faceva chiamare Loredana, vestiva da donna, viveva da donna, era una donna…o come direbbero in tanti, un trans. Loredana, dopo aver subito incredibili violenze da parte del padre e dopo aver vissuto una vita sregolata dovuta all’incomprensione in famiglia, viene affidata dal Tribunale dei Minori ad una comunità di Palma di Montechiaro, il centro “Alice”. Una comunità come tante, se non fosse per la presenza di trentacinque extracomunitari nordafricani, una presenza scomoda per Loredana, un disagio difficile da superare. Nonostante avesse la sua camera isolata dalle altre, e si servisse del bagno riservato alle poche donne dell’amministrazione, Loredana stava male. Nessuna delle comunità a cui era stata fatta richiesta la ha accettata, nessuno ha sentito la sua voce, neanche l’Arcigay che da sempre “si batte” per i diritti di questa gente. Silenzio. Un triste e sconvolgente silenzio. A pochi passi da qui, ad Assoro, Loredana riposa in pace. L’hanno trovata lì, nella sua celletta, impiccata con un foulard, il foulard di una donna rifiutata, a cui tutti hanno negato la libertà di essere diversa. La notizia, diffusa dal deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, è stata resa nota dal quotidiano “La Repubblica” giorno 18 dicembre e la Procura di Agrigento ha aperto un’indagine per verificare eventuali responsabilità di altri. Si vuole accertare, in particolare, come e perché un ragazzo, di fatto donna, sia finito in quel centro di soli uomini e non in una struttura più adeguata. Un grave episodio di intolleranza dunque, sintomo di una società malata di cattive ideologie e scarsa apertura al diverso.

 Il termine “tolleranza” ha di per sé connotati negativi, sta per “sopportazione” di qualcosa che  la gente fatica ad accettare, di qualcosa che presuppone uno sforzo notevole di volontà. Non è la tolleranza che ci serve, è l’integrazione che è davvero necessaria alla nostra società, la comunione con chi è diverso, i valori cristiani, e comuni a moltissime culture, di misericordia e amore fraterno. Ma forse è chiedere troppo. Un fatto di cronaca così emotivamente forte probabilmente ha solo bisogno di un po’ di riflessione, di un esame di coscienza che ci ponga di fronte alla situazione che viviamo ai nostri giorni, senza commettere l’errore di pensare che tutto ciò non ci riguardi, che sia lontano dalla nostra quotidianità, sempre più indifferente ai problemi degli altri, sempre più chiusa nel proprio cinico egoismo.