Animae 的个人资料Vox Infima.照片日志列表更多 工具 帮助

日志


12月21日

Loredana e la libertà di essere diversi

All’anagrafe lei era Paolo, 16 anni, nata a Catania. Si faceva chiamare Loredana, vestiva da donna, viveva da donna, era una donna…o come direbbero in tanti, un trans. Loredana, dopo aver subito incredibili violenze da parte del padre e dopo aver vissuto una vita sregolata dovuta all’incomprensione in famiglia, viene affidata dal Tribunale dei Minori ad una comunità di Palma di Montechiaro, il centro “Alice”. Una comunità come tante, se non fosse per la presenza di trentacinque extracomunitari nordafricani, una presenza scomoda per Loredana, un disagio difficile da superare. Nonostante avesse la sua camera isolata dalle altre, e si servisse del bagno riservato alle poche donne dell’amministrazione, Loredana stava male. Nessuna delle comunità a cui era stata fatta richiesta la ha accettata, nessuno ha sentito la sua voce, neanche l’Arcigay che da sempre “si batte” per i diritti di questa gente. Silenzio. Un triste e sconvolgente silenzio. A pochi passi da qui, ad Assoro, Loredana riposa in pace. L’hanno trovata lì, nella sua celletta, impiccata con un foulard, il foulard di una donna rifiutata, a cui tutti hanno negato la libertà di essere diversa. La notizia, diffusa dal deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, è stata resa nota dal quotidiano “La Repubblica” giorno 18 dicembre e la Procura di Agrigento ha aperto un’indagine per verificare eventuali responsabilità di altri. Si vuole accertare, in particolare, come e perché un ragazzo, di fatto donna, sia finito in quel centro di soli uomini e non in una struttura più adeguata. Un grave episodio di intolleranza dunque, sintomo di una società malata di cattive ideologie e scarsa apertura al diverso.

 Il termine “tolleranza” ha di per sé connotati negativi, sta per “sopportazione” di qualcosa che  la gente fatica ad accettare, di qualcosa che presuppone uno sforzo notevole di volontà. Non è la tolleranza che ci serve, è l’integrazione che è davvero necessaria alla nostra società, la comunione con chi è diverso, i valori cristiani, e comuni a moltissime culture, di misericordia e amore fraterno. Ma forse è chiedere troppo. Un fatto di cronaca così emotivamente forte probabilmente ha solo bisogno di un po’ di riflessione, di un esame di coscienza che ci ponga di fronte alla situazione che viviamo ai nostri giorni, senza commettere l’errore di pensare che tutto ciò non ci riguardi, che sia lontano dalla nostra quotidianità, sempre più indifferente ai problemi degli altri, sempre più chiusa nel proprio cinico egoismo.