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8月26日 Veline o pu**ane? Questo è il dilemma. Capita raramente a uno pseudo-intellettuale come me, dandy e molto
snob, di calarsi nella realtà variegata e multiforme del volgo, di
fermarsi per un attimo ad osservare ciò di cui il popolino si nutre,
ciò di cui si ciba nella propria triste e pallida sopravvivenza. Capita
raramente, ma capita. E così un bel tardo pomeriggio estivo accendo la
tv, mi dedico passivamente all'impegnativo zapping (si dice così?) e mi
sintonizzo per caso su Canale 5. Premesso che conosco ciò di cui le
reti private sono capaci nella creazione dei loro programmi (così come
anche conosco ciò di cui è capace la Rai con le sue fiction melense e i
suoi reality da strapazzo) e premesso che ho anche avuto la sventura di trovarmi per caso di fronte al programma CIAO DARWIN (da vomitare)...resto sorpreso nel trovarmi di fronte ad uno
scempio. "Genitori che mandano le figlie a prostituirsi" (così con
molta efficacia Franco Palumberi, Lotta Comunista). Questa è la frase
che mi tuona in testa mentre attonito guardo stupide ragazzotte (le
oche del Campidoglio sono ormai lontane per finezza e intelligenza)
esibirsi in spogliarelli, scatch imbarazzanti, lap dance, balletti,
risate patetiche ed esasperate, prove da conduttrici e tanto altro. Il tutto con la
complice presenza del sempre più idiota Ezio Greggio. Tutto ciò porta il nome di VELINE. E la mia preoccupazione aumenta se
penso che ancora una volta l'Italia avrà l'ennesima scorpacciata di
pornostar amatoriali e opinioniste per affollare i salottini calcistici di Mosca &
Co. 8月1日 Free Tibet (?) E come sempre, panta rei. Estate abbastanza carina del resto. Non ci si può lamentare, se non per il poco tempo trascorso a scrivere in questo blog (immaginate quanto me ne freghi no?). Piccola scemenza introduttiva a parte, vi intrufolo rapidamente nel mio banale spunto di riflessione. Giorno 8 di questo mese accadrà qualcosa di importante e terribile a mio parere: una previsione logicamente per cui non è necessario scomodare Nostradamus dal suo letargo secolare. Cominciano le tanto blasonate OLIMPIADI di Pechino. Inutile ricordarvi lo sdegno dei maggiori rappresentanti europei...quasi tutti parlavano di BOICOTTARE le Olimpiadi stesse o, quantomeno, la cerimonia iniziale. Attacchi alla torcia olimpica, proteste contro le vergognose repressioni in Tibet (a proposito FREE TIBET), solidarietà al Dalai Lama e via discorrendo (solo qualche folle delle campagne cinesi ha provato a intravedere l'ombra di Bush dietro lo stesso Dalai Lama). Ebbene, in questo interessante e stimolante scenario, l'Unione Europea (mai sentito parlare? strano...) si trova divisa, frammentata, spezzettata...dallo sdegno di quasi tutti i Paesi si è passati celermente al compromesso. Esempio emblematico: Nicolàs Sarkozy (per chi non lo sapesse il marito di Carla Bruni) nel marzo del corrente anno fu uno dei primi a parlare di boicottaggio (addirittura dichiarando che la tv francese non avrebbe trasmesso le competizioni). Ora MIRACOLOSAMENTE ha già annunciato la sua presenza alla cerimonia d'apertura. A ruota la metà dei Paesi Europei ha già ritirato la propria vergogna e il proprio astio nei confronti del Governo cinese. Due conclusioni sorgono spontanee: 1. L'Unione Europea ancora una volta non riesce a parlare con voce unanime ma porta al trionfo i particolarismi anche in situazioni dove dovrebbe prevalere l'unità di pensiero (ci troviamo sempre di fronte ad un Paese che viola i diritti umani in modo palese e netto, almeno un gesto simbolico è d'obbligo). 2. Il Mercato vince ancora una volta una delle interminabili lotte contro l'UOMO. A cosa può essere dovuto il mutato atteggiamento europeo se non a questioni commerciali? E' un dato di fatto che la Cina si trovi oggi appena uno scalino sotto gli U.S.A. nel grande Mercato mondiale. Non sarebbe conveniente incrinare i rapporti diplomatici con le autorità del Partito (Partito che, a proposito denominerei "capital-socialista") come, del resto, non sarebbe per niente conveniente e pensabile negare agli amici americani un inutile intervento bellico in Iraq, qualche base qua e là nella nostra penisola, qualche piccolo contingente di supporto (di pace si intende...) e come non sarebbe conveniente una viva protesta contro la pena di morte (se non debitamente appoggiata da una moratoria sull'aborto) o contro gli scandali di Guantanamo. E' così che vanno le cose, è inutile stupirsi. Sarebbe da illusi, idealisti, sognatori. Chi vive è l'economia. Chi muore è l'uomo. |
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